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18.10.11

Le lesioni muscolari traumatiche nel tennista: consigli pratici


Ciao a tutti.

Nella pratica quotidiana della mia attività di medico-radiologo, mi capita spesso di esaminare atleti
(e quindi tennisti...) con dolori muscolari insorti durante la pratica sportiva. L'evento più frequente
è rappresentato dalle distrazioni muscolari interessanti gli arti inferiori; esse insorgono quando
il muscolo (spesso poco allenato …) va incontro ad una sollecitazione (allungamento) maggiore
rispetto alla sua soglia (resistenza meccanica); tale soglia di allungamento è possibile aumentarla
con l'allenamento.
Quando la sollecitazione muscolare oltrepassa la soglia di allungamento, il muscolo viene lesionato
e si ha quella che viene definita comunemente distrazione, meglio nota come stiramento, strappo,
rottura, elongazione..... In realtà oggi si preferisce indicare una lesione muscolare con rottura delle
fibre, semplicemente indicandone il grado: primo, secondo o terzo grado, a seconda del numero di
fibre coinvolte.

Nelle lesioni di primo grado il danno è localizzato a fibrille e filamenti senza perdita di continuità
del muscolo; in quelle di secondo grado si ha l'interruzione di un certo numero di fibre muscolari
senza coinvolgere una porzione macroscopicamente riconoscibile del ventre muscolare; in quelle
di terzo grado si ha la rottura di un'ampia porzione del ventre muscolare con soluzione di continuo
clinicamente evidente.

La prognosi, ovvero, nel caso dell'atleta, il periodo di tempo necessario per riprendere l'attività
sportiva, è determinato dal grado della lesione: maggiore è il grado, più lungo il tempo di recupero.
Se la lesione muscolare interessa anche la porzione tendinea (giunzione mio-tendinea), il tempo di
recupero sarà più lungo, così pure se compare una raccolta ematica importante (ematoma).
Molto spesso il dolore che si prova nelle lesioni muscolari è variabile da atleta ad atleta!
Capita quindi di vedere sportivi che, dopo una lesione muscolare non ben diagnosticata, e non
particolarmente dolorosa, riprendano dopo pochi giorni dall'evento traumatico l'attività sportiva.
Tale situazione rappresenta un evento molto rischioso! Una lesione muscolare non adeguatamente
guarita può facilmente recidivare, anche con traumi leggeri, e può portare a complicanze gravi e
fastidiose per il futuro.

La diagnosi ed il corretto inquadramento delle lesioni muscolari è, pertanto, elemento fondamentale
per poter decidere se il tennista può riprendere l'attività sportiva, e, soprattutto, in che tempi e dopo
quali eventuali terapie e trattamenti riabilitativi.
La diagnosi, quindi, deve essere effettuata entro pochi giorni dall'evento traumatico!!!
Attualmente, oltre al rilievo clinico (gonfiore, ematoma superficiale, dolore...), l'ecografia
rappresenta un esame molto accurato nella diagnostica delle lesioni muscolari, e permette di
identificare il grado della lesione e l'eventuale presenza di ematomi; con l'ecografia è, inoltre,
possibile valutare nel tempo (follow-up) il grado di riparazione e le eventuali complicanze.
L'identificazione con ecografia di un ematoma permette, se a brevissima distanza dall'evento
traumatico, anche una possibile ago-aspirazione dello stesso, con netta accelerazione dei tempi di
recupero. Se si aspetta troppo, l'ematoma si organizza, diventa denso, non permettendo una ago-
aspirazione dello stesso.

Già dopo una settimana dall'evento traumatico, per i processi rigenerativi fisiologici, in caso
di lesioni molto piccole, l'ecografia può non evidenziare alterazioni, senza, peraltro, avere una
guarigione clinica effettiva (per le lesioni di primo grado ci voglio almeno due settimane di riposo
prima di riprendere l'attività senza rischi).
Ribadisco, quindi, che l'ecografia prima la si fa meglio è!

La Risonanza Magnetica, in casi dubbi e per meglio quantificare l'entità del danno muscolare e/o
tendineo, può essere eseguita, ma solo esclusivamente come indagine di seconda istanza.
Dopo la diagnosi ed il “grading” ecografico di lesione distrattiva muscolare ci si affida al medico
sportivo o al fisioterapista, che imposteranno un periodo di recupero fatto, essenzialmente, di
un primo periodo di riposo ed una successiva fase di rieducazione, per riacquisire la forza, la
contrattilità e la sensibilità propriocettiva.
Scopo della terapia è di riportare il muscolo nelle condizioni preesistenti e di evitare le recidive e le
formazioni fibrotiche/calcifiche.

Nella speranza che queste poche informazioni vi possano essere di aiuto, specialmente in chi
fa tennis non agonistico...., ed augurandovi di non dover mai fare un'ecografia per una lesione
muscolare, vi auguro buona serata.

Dott. Puggina

24.9.11

REGOLAMENTO DEI CAMPIONATI A SQUADRE



Articolo 15 - Limitazioni alla partecipazione dei tesserati(12)(13)
1. I giocatori che nel corso degli ultimi cinque anni hanno rifiutato una o più convocazioni nelle
rappresentative ufficiali della F.I.T. non possono prendere parte ai Campionati a squadre, salvo che il
Consiglio federale accerti che l’atleta abbia successivamente tenuto un comportamento, idoneo a
giustificare la revoca della inibizione, e ne autorizzi la partecipazione.(14)
2. Ciascun tesserato può partecipare, nel corso dell'annata sportiva, a non più di due Campionati a
squadre: il Campionato degli affiliati ed un solo Campionato di settore di età; i tesserati del settore
under 10 non possono prendere parte ad alcun Campionato(15).
(10) modificato con Atti ufficiali n. 5-6-7 del 31 luglio 2002
(11) modificato con Atti ufficiali n 1-2 del 29 febbraio 2004, n. 11/12 del 31 dicembre 200, n. 12 di dicembre 2009 e n. 7 di luglio 2010.
(12) modificato con Atti ufficiali n. 1/2002, n. 5-6-7 del 31 luglio 2002, n. 10-11-12 del 31 dicembre 2003 ed 11/12 del 31 dicembre 2005
(13) modificato con Atti ufficiali n. 12 del 5 dicembre 2006
(14) modificato con Atti ufficiali n.12 di dicembre 2009
(15) modificato con Atti ufficiali n. 11 di novembre 2009
3. I giocatori under possono disputare o il Campionato giovanile del loro settore di età o quello del
settore di età immediatamente superiore solo se non trasferiti da altro affiliato da meno di due anni; la limitazione non si applica ai giocatori con classifica (riferita all’anno per il quale si chiede il
trasferimento) uguale o inferiore:(16)(17)(18)
a) a IV Categoria NC, per gli under 13;
b) a IV Categoria 5° gruppo, per gli under 14;
c) a IV Categoria 4° gruppo, per gli under 15;
d) a IV Categoria 3° gruppo, per gli under 16.
4. I giocatori veterani possono disputare un solo Campionato o una sola manifestazione nazionale a
squadre del settore veterani, compatibili con il proprio settore di età. (19)
5. I giocatori stranieri possono prendere parte al Campionato degli affiliati ed alle manifestazioni
nazionali a squadre del settore veterani, eventualmente organizzate dalla F.I.T con riferimento alle
divisioni in classi di età della I.T.F., esclusi quindi i Campionati (over 35 e 45 maschili ed over 40
femminile), con il limite di uno per ciascuna squadra, purché la richiesta di tesseramento sia stata
presentata almeno cinque giorni prima della data di inizio di ciascun Campionato.(20) (21)(22)
6. I giocatori che nell’anno precedente non abbiano disputato il Campionato degli affiliati con lo
stesso affiliato e che non siano stati tesserati atleti entro il 30 giugno dell’anno precedente per
l’affiliato che rappresentano possono prendere parte al Campionato degli affiliati – divisioni nazionali
di serie A1, A2 e B e divisione regionale di serie C – con il limite di uno per ciascun incontro
intersociale, nel Campionato maschile, e di uno, per il Campionato femminile.
7. Per le divisioni regionali di serie D il limite può essere stabilito dai singoli Comitati regionali
organizzatori, anche in relazione alla formula adottata per la divisione.
8. La limitazione in ogni caso non si applica:(23)
a) agli affiliati ammessi per la prima volta al Campionato;
b) ai giocatori che, pur non tesserati atleti al 30 giugno dell’anno precedente per l’affiliato che
rappresentano, hanno posseduto l’ultima tessera atleta precedente per il medesimo affiliato;
c) ai giocatori italiani tesserati atleti per la prima volta e che non siano mai stati tesserati presso
federazioni straniere;
d) alla giocatrice in sostituzione di altra giocatrice di classifica pari o superiore in stato di gravidanza accertata dopo la scadenza del termine per le iscrizioni.
e) ai giocatori che, pur non tesserati atleti al 30 giugno dell’anno precedente per l’affiliato che
rappresentano, posseggano i requisiti di cui al successivo articolo 18.

Norma transitoria per il solo anno 2011
La limitazione di cui al comma 3) dell’articolo 15 non si applica ai giocatori under 16 che si siano
trasferiti nel 2009 ovvero entro il 31 dicembre 2010.

Articolo 18 - Requisiti per l'ammissione della squadra(30)(31)(32)(33)
1. L’ammissione alle divisioni nazionali e regionali del Campionato degli affiliati, maschile o
femminile, è determinata dai risultati ottenuti nel Campionato precedente, con le regole indicate per
ciascuna divisione nazionale o regionale.
2. I Campionati giovanili, maschili e femminili, sono riservati ai giocatori del rispettivo settore di età
o di quello immediatamente inferiore.
3. I Campionati veterani, maschili e femminili, sono riservati ai giocatori del rispettivo settore di età
o di quelli superiori.(34)
4. I giocatori, componenti di ciascuna squadra risultanti nella formazione presentata all'atto
dell'iscrizione, possono essere integrati in occasione degli incontri intersociali solo da giocatori che
abbiano una classifica uguale o inferiore a quella del giocatore di più bassa classifica inserito nella
predetta formazione.
5. Per la serie A1, maschile e femminile, i componenti di ciascuna squadra, risultanti nella formazione
presentata all'atto dell'iscrizione, possono essere sostituiti nel modulo d’iscrizione, ferme
restando le disposizioni di cui all’art. 20, entro la data annualmente stabilita dal Consiglio Federale.
6. Fermo restando quanto disposto dal successivo comma 7, il numero complessivo dei componenti
di ciascuna squadra non può superare:
a) per quelli indicati nel modulo di iscrizione ed integrati ai sensi dei commi precedenti, quattro
per il campionato maschile o tre per quello femminile, nel Campionato degli affiliati – divisioni
nazionali di serie A1, A2, B e divisione regionale di serie C;
(25) modificato con Atti ufficiali n. 5-6-7 del 31 luglio 2002
(26) modificato con Atti ufficiali n. 2 app. del febbraio 2008
(27) modificato con Atti ufficiali n. 1 di gennaio 2009
(28) comma rettificato con Atti ufficiali n. 1 di gennaio 2010
(29) determinata dalle pubblicazioni ufficiali dell’Aeronautica militare.
(30) modificato con Atti ufficiali n. 10-11-12 del 31 dicembre 2003
(31) modificato con Atti ufficiali n. 2 app. del febbraio 2008
(32) modificato con Atti ufficiali n. 1 del gennaio 2009
(33) modificato con Atti ufficiali n. 1 di gennaio 2010 e con Atti ufficiali n. 11-12 di novembre – dicembre 2010
(34) modificato con Atti ufficiali n. 1-2 del 2001

b) per quelli indicati nella formazione presentata di volta in volta al Giudice arbitro, tre per il
campionato maschile o due per quello femminile, solo nel Campionato degli affiliati – divisioni
nazionali di serie A1, A2 e B.
7. Le limitazioni previste al comma precedente non si applicano:
a) nei campionati maschili:
1) per l’inclusione di giocatori tesserati atleti almeno due anni nei settori giovanili diversi
dall’under 18 dello stesso affiliato;
2) per l’inclusione di giocatori vincolati agonisticamente allo stesso affiliato per almeno otto
anni consecutivi precedenti a quello in corso;
b) nei campionati femminili:
1) per l’inclusione di giocatrici tesserate atlete almeno due anni nei settori giovanili diversi
dall’under 18 dello stesso affiliato.
2) per l’inclusione di giocatrici vincolate agonisticamente allo stesso affiliato per almeno
otto anni consecutivi precedenti a quello in corso.







REGOLAMENTO ORGANICO CAPO IV
TRASFERIMENTI
Art. 90 – Generalità(12)
1. La disciplina dei trasferimenti riguarda esclusivamente i tesserati muniti di tessera atleta.
2. Il possessore di tale tessera è vincolato con l'affiliato di appartenenza
a) se maggiorenne o minorenne appartenente al settore under 10, per l’anno in corso;
b) se minorenne, con esclusione degli appartenenti al settore under 10, fino al massimo di quattro anni
consecutivi o, comunque, fino al raggiungimento della maggiore età;
12 Modificato con Atti Ufficiali n. 3 del 31 marzo 2006
e può trasferirsi ad altro affiliato con il rispetto delle condizioni e dei termini di cui agli articoli seguenti.
3. Chi nell'anno precedente non aveva la tessera atleta può richiedere la stessa. senza formalità e senza procedura
di trasferimento, a favore di qualsiasi affiliato.
4. Il tesserato appartenente ai settori di età under 12 o under 14 non può ottenere il trasferimento ad altro affiliato,
salvi i casi previsti negli articoli seguenti.
5. Il tesserato appartenente ai settori di età soggetti all'indennità di svincolo, a cui, per qualsiasi motivo, non sia
stata rilasciata la tessera atleta nell'anno precedente, resta comunque vincolato all'affiliato di appartenenza alle
stesse condizioni e con gli stessi termini.
Art. 91 - Cessazione del vincolo
1. Per il tesserato atleta maggiorenne o minorenne appartenente al settore under 10, il vincolo cessa:
a) se entro il 31 dicembre dà comunicazione scritta all'affiliato ed al Comitato provinciale di appartenenza
dell’intenzione di svincolarsi;
b) nei casi in cui è consentito lo scioglimento su domanda;
c) nei casi in cui avviene lo scioglimento d’ufficio.
2. Per il tesserato atleta che non ha ancora compiuto il diciottesimo anno di età, con esclusione di quelli
appartenenti al settore under 10, il vincolo cessa:
a) al raggiungimento della maggiore età e comunque al termine del quarto anno consecutivo di vincolo, se entro il
31 dicembre dà comunicazione scritta all'affiliato ed al Comitato provinciale di appartenenza dell’intenzione di
svincolarsi;
b) nei casi in cui è consentito lo scioglimento su domanda;
c) nei casi in cui avviene lo scioglimento d’ufficio.
3. Il tesserato atleta, dopo la cessazione del vincolo, è libero:
a) di rinnovare il vincolo per lo stesso affiliato, per un ulteriore anno, per i tesserati atleti maggiorenni o
minorenni appartenenti al settore under 10, e per ulteriori quattro anni e comunque non oltre il raggiungimento
della maggiore età, per gli altri tesserati atleti minorenni.
b) di trasferirsi ad altro affiliato:(13)
1) nell'anno successivo, nei casi a) del primo e del secondo comma;
2) nell'anno in corso, nei casi b) del primo e del secondo comma;
c) di tesserarsi per altro affiliato, senza necessità di pratica di trasferimento, nei casi c) del primo e del secondo
comma.
Art. 92 - Scioglimento del vincolo su domanda(14)(15)
1. Lo scioglimento del vincolo tra tesserato atleta ed affiliato è concesso, su domanda del tesserato, nel corso
dell'anno, nei seguenti casi:
a) per il maggiorenne e per il minorenne appartenente al settore under 10:
1) con il nulla-osta dell’affiliato di appartenenza;
2) per il trasferimento della residenza in comune di altra provincia;
3) per il trasferimento del domicilio in comune di altra provincia per motivi di lavoro o di studio;
4) quando l'affiliato di appartenenza è sospeso da qualsiasi attività federale;
5) per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in
presenza dei requisiti;
b) per il minorenne, appartenente ai settori under 16 ed under 18:
1) se ha ottenuto il nulla-osta dell'affiliato di appartenenza e se, essendo soggetto all'indennità di svincolo,
l’affiliato di destinazione l'ha versata all'affiliato di appartenenza o questi vi ha rinunciato;
2) per il trasferimento della residenza in comune di altra provincia;
3) quando l'affiliato di appartenenza è sospeso da qualsiasi attività federale;
4) per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in
presenza dei requisiti;
c) per il minorenne, appartenente ai settori under 12 ed under 14:
1) per il trasferimento della residenza in comune di altra regione;
2) quando l'affiliato di appartenenza è sospeso da qualsiasi attività federale;
3) per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in
presenza dei requisiti.
2. Il trasferimento della residenza o del domicilio deve essere comprovato con certificazione anagrafica o con atto
equipollente, esclusa l’autocertificazione.
13 Modificato con errata corrige agli Atti Ufficiali n. 6 del giugno 2007
14 Modificato con Atti Ufficiali n. 3 del 31 marzo 2006
15 Modificato con Atti Ufficiali n. 1-2 del 29 febbraio 2004

Art. 93 - Scioglimento d’ufficio del vincolo
1. Il vincolo tra tesserato atleta ed affiliato si scioglie nei seguenti casi:
a) per cessazione di appartenenza alla F.I.T. dell'affiliato, per qualsiasi motivo;
b) per scioglimento dell'affiliato.
c) per trasferimento della sede dell’affiliato al di fuori del comune di appartenenza o dei comuni limitrofi facenti
parte della stessa regione.
2. In tali casi, i tesserati possono ottenere, senza procedura di trasferimento, anche per l'anno in corso, la tessera
atleta da altro affiliato con le limitazioni previste successivamente.
Art. 94 - Modalità del trasferimento
1. Il trasferimento dei tesserati atleti avviene:
a) per l'anno successivo, nei casi di cessazione del vincolo per decorrenza del termine;
b) anche nel corso dell'anno, in tutti gli altri casi di scioglimento del vincolo, con le limitazioni successivamente
previste.
2. L'interessato deve presentare, al Comitato provinciale, per il trasferimento nell'ambito della provincia, o al
Comitato regionale, per il trasferimento fuori provincia, la domanda di trasferimento con le seguenti modalità:
a) nei casi di cessazione del vincolo per decorrenza del termine, entro il 31 dicembre, con allegati
1) la tassa di trasferimento;
2) la copia della comunicazione di svincolo all’affiliato ed al Comitato provinciale di appartenenza;
b) in tutti gli altri casi di scioglimento del vincolo, prima della richiesta della nuova tessera atleta, con allegati
(per ciascun caso indicato in parentesi):
1) la tassa di trasferimento (sempre);
2) per i soli giocatori soggetti all'indennità di svincolo, la ricevuta del pagamento dell'indennità ovvero la
dichiarazione liberatoria o di rinuncia dell'affiliato, sottoscritta dal presidente (articolo 92, comma 1,
lettera b), n. 1);(16)
3) il nulla-osta (articolo 92, comma 1, lettera a), n. 1 e lettera b) n. 1);
4) la certificazione anagrafica o l’atto equipollente comprovante il trasferimento della residenza o del
domicilio (articolo 92, comma 1, lettera a) nn. 2 e 3, lettera b), n. 2) e lettera c), n. 1);
5) la richiesta all’affiliato di rilascio della tessera (articolo 92, comma 1, lettera a), n. 5, lettera b), n. 4) e
lettera c), n. 3).
Art. 95 - Nulla-osta
1. Il nulla-osta deve essere redatto dall'affiliato di appartenenza ed essere sottoscritto dal suo Presidente o da chi
ne fa le veci.
2. Esso deve contenere le generalità dell'interessato, gli estremi relativi al numero ed alla data del rilascio della
tessera e la data della sottoscrizione.
3. Il nulla-osta non può essere sottoposto a condizione alcuna.
Art. 96 - Limitazioni ai trasferimenti
1. Il tesserato atleta che ha rappresentato un affiliato in un qualsiasi Campionato nazionale a squadre non può
ottenere la tessera atleta per altro affiliato fino alla successiva annata sportiva.
2. Ai fini della rappresentanza di un affiliato l'inserimento dell'atleta nella formazione, dichiarata all'atto
dell'iscrizione o presentata al Giudice arbitro, è equiparato alla materiale partecipazione alla gara.
Art. 97 - Indennità di svincolo - Parametri
1. L’indennità di svincolo si applica agli atleti minorenni (esclusi gli appartenenti al settore under 10), i quali, per
l'anno agonistico nel quale richiedono lo scioglimento del vincolo per il trasferimento ad altro affiliato hanno
parametro superiore a zero.
2. I punti sono cumulabili e vengono attribuiti ai tesserati atleti nelle misure sotto riportate:


3. Il parametro è il numero intero che si ottiene come somma dei punti; le frazioni di unità da 0,5 in aumento
attribuiscono l'unità superiore, quelle fino allo 0,5 compreso l'unità inferiore; se il totale è superiore a zero ed
inferiore a tre, il parametro viene comunque considerato pari a tre.
4. I punti attribuiti per l'attività dei settori giovanili vanno moltiplicati per 1,2 quando il tesserato atleta
appartenga al primo anno del settore.
5. L'ammontare dell'indennità di svincolo si ottiene moltiplicando il parametro per la cifra base, stabilita dal
Consiglio federale in € 250,00 (euro duecentocinquanta e zero centesimi).
6. L’indennità di svincolo è corrisposta dall’affiliato di destinazione che tessera il giocatore.
7. L'indennità di svincolo deve essere totalmente reinvestita per il perseguimento dei fini sportivi dell'affiliato.


Dott. Azzeccagarbugli

CRAMPI (appendice Fit alle Regole di tennis)



Il giocatore può usufruire del trattamento per i crampi solo durante il tempo del cambio di lato del campo o il riposo.
Il giocatore non può avere per i crampi la sospensione per trattamento medico. Nei casi in cui vi sia il dubbio se il
giocatore soffra di una condizione acuta o non acuta, compresi i crampi, o di una condizione non trattabile dal punto di
vista medico, la decisione che viene presa dal fisioterapista/preparatore atletico, insieme al medico del torneo se del caso,
è definitiva.
Se il fisioterapista/preparatore atletico valuta che il giocatore ha la febbre, tenuto conto che la febbre è uno dei sintomi
dei crampi, i crampi possono essere trattati solo in quanto parte del trattamento che il fisioterapista/preparatore atletico
può effettuare per la febbre.

Nota. L’arbitro deve ordinare di riprendere il gioco immediatamente al giocatore che l’ha fermato lamentando di avere
una condizione medica acuta, ma che il fisioterapista/preparatore atletico o il medico del torneo hanno valutato come
crampi.
Se il giocatore non può continuare il gioco per la gravità dei crampi, quando vi è stata la valutazione del fisioterapista/
preparatore atletico o del medico del torneo, deve rinunciare al punto/i o gioco/i che occorrono per il cambio di
lato del campo o per il riposo al fine di avere un’immediata valutazione e trattamento, se il tempo lo consente. In un
intero incontro, ci possono essere un totale di due ulteriori trattamenti al cambio di lato del campo per i crampi, non
obbligatoriamente consecutivi. Se l’arbitro o il supervisor o il giudice arbitro valutano che vi sia stato tatticismo, si deve
applicare il Codice di condotta per comportamento antisportivo.

Il supervisor o il giudice arbitro o l’arbitro possono concedere anche due sospensioni consecutive per condizioni di
rilevanza medica quando, in particolari situazioni, il fisioterapista/preparatore atletico valuti che il giocatore ha sviluppato
almeno due condizioni acute da trattamento medico. Questo comprende: una malattia assieme ad un danno muscolo-
scheletrico; due o più danni muscolo-scheletrici acuti e distinti. In questi casi, il fisioterapista/preparatore atletico effettua
una singola valutazione medica per le due o più condizioni trattabili e, successivamente, può decidere se occorrono
due sospensioni consecutive.


Dott. Azzeccagarbugli

28.7.11

LE LESIONI TRAUMATICHE NEL TENNISTA: CONSIGLI PRATICI



Ciao a tutti,

Nella pratica quotidiana della mia attività di medico-radiologo, mi capita spesso di esaminare atleti (e quindi tennisti...) con dolori muscolari insorti durante la pratica sportiva. L'evento più frequente è rappresentato dalle distrazioni muscolari interessanti gli arti inferiori; esse insorgono quando il muscolo (spesso poco allenato …) va incontro ad una sollecitazione (allungamento) maggiore rispetto alla sua soglia (resistenza meccanica); tale soglia di allungamento è possibile aumentarla con l'allenamento. 

Quando la sollecitazione muscolare oltrepassa la soglia di allungamento, il muscolo viene lesionato e si ha quella che viene definita comunemente distrazione, meglio nota come stiramento, strappo, rottura, elongazione..... In realtà oggi si preferisce indicare una lesione muscolare con rottura delle fibre, semplicemente indicandone il grado: primo, secondo o terzo grado, a seconda del numero di fibre coinvolte.

Nelle lesioni di primo grado il danno è localizzato a fibrille e filamenti senza perdita di continuità del muscolo; in quelle di secondo grado si ha l'interruzione di un certo numero di fibre muscolari senza coinvolgere una porzione macroscopicamente riconoscibile del ventre muscolare; in quelle di terzo grado si ha la rottura di un'ampia porzione del ventre muscolare con soluzione di continuo clinicamente evidente. 

La prognosi, ovvero, nel caso dell'atleta, il periodo di tempo necessario per riprendere l'attività sportiva, è determinato dal grado della lesione: maggiore è il grado, più lungo il tempo di recupero.
Se la lesione muscolare interessa anche la porzione tendinea (giunzione mio-tendinea), il tempo di recupero sarà più lungo, così pure se compare una raccolta ematica importante (ematoma).
Molto spesso il dolore che si prova nelle lesioni muscolari è variabile da atleta ad atleta! Capita quindi di vedere sportivi che, dopo una lesione muscolare non ben diagnosticata, e non particolarmente dolorosa, riprendano dopo pochi giorni dall'evento traumatico l'attività sportiva. Tale situazione rappresenta un evento molto rischioso! Una lesione muscolare non adeguatamente guarita può facilmente recidivare, anche con traumi leggeri, e può portare a complicanze gravi e fastidiose per il futuro.
La diagnosi ed il corretto inquadramento delle lesioni muscolari è, pertanto, elemento fondamentale per poter decidere se il tennista può riprendere l'attività sportiva, e, soprattutto, in che tempi e dopo quali eventuali terapie e trattamenti riabilitativi.
La diagnosi, quindi, deve essere effettuata entro pochi giorni dall'evento traumatico!!!
Attualmente, oltre al rilievo clinico (gonfiore, ematoma superficiale, dolore...), l'ecografia rappresenta un esame molto accurato nella diagnostica delle lesioni muscolari, e permette di identificare il grado della lesione e l'eventuale presenza di ematomi; con l'ecografia è, inoltre, possibile valutare nel tempo (follow-up) il grado di riparazione e le eventuali complicanze.
L'identificazione con ecografia di un ematoma permette, se a brevissima distanza dall'evento traumatico, anche una possibile ago-aspirazione dello stesso, con netta accelerazione dei tempi di recupero. Se si aspetta troppo, l'ematoma si organizza, diventa denso, non permettendo una ago-aspirazione dello stesso.

Già dopo una settimana dall'evento traumatico, per i processi rigenerativi fisiologici, in caso di lesioni molto piccole, l'ecografia può non evidenziare alterazioni, senza, peraltro, avere una guarigione clinica effettiva (per le lesioni di primo grado ci voglio almeno due settimane di riposo prima di riprendere l'attività senza rischi).
Ribadisco, quindi, che l'ecografia prima la si fa meglio è!

La Risonanza Magnetica, in casi dubbi e per meglio quantificare l'entità del danno muscolare e/o tendineo, può essere eseguita, ma solo esclusivamente come indagine di seconda istanza.
Dopo la diagnosi ed il “grading” ecografico di lesione distrattiva muscolare ci si affida al medico sportivo o al fisioterapista, che imposteranno un periodo di recupero fatto, essenzialmente, di un primo periodo di riposo ed una successiva fase di rieducazione, per riacquisire la forza, la contrattilità e la sensibilità propriocettiva.
Scopo della terapia è di riportare il muscolo nelle condizioni preesistenti e di evitare le recidive e le formazioni fibrotiche/calcifiche.

Nella speranza che queste poche informazioni vi possano essere di aiuto, specialmente in chi fa tennis non agonistico...., ed augurandovi di non dover mai fare un'ecografia per una lesione muscolare, vi auguro buona giornata.

Dott. Puggina

19.7.11

IL FASCINO DI WIMBLEDON

Cosa rende Wimbledon il torneo più affascinante del circuito? E’ il più antico e prestigioso evento nello sport del tennis, ma a renderlo ancora più unico è lo stile che lo contraddistingue.

Perché a Wimbledon, dal 1877, ci si veste rigorosamente di bianco.

I tennisti lo sanno. Durante l’anno possono usare le tonalità più diverse e perché no, possono osare. Perché Wimbledon impone, oltre al colore, di indossare completi raffinati e senza eccessi. Cosa che non ci stupisce particolarmente conoscendo lo spirito britannico ed il loro rispetto per le tradizioni.

Ma cos’è successo quest’anno?

Il nostro modello di riferimento è indubbiamente Roger che a Londra ci delizia con la sua giacchetta e pantaloni lunghi bianchi. Nadal fatica di più a tenere il “London style” che si adatta maggiormente al neo-vincitore Djokovic per il quale Sergio Tacchini ha creato delle linee completamente modellate sul suo corpo. L’ultima con piccoli puntini di colore viola, su base ovviamente bianca, gli ha innegabilmente portato fortuna.

Ma quest’anno a far parlare di sé sono senz’altro le donne. Mi chiedo che cosa avesse in mente Venus
Williams quando ha disegnato il suo vestito che aveva la pretesa di essere vintage. L’abito era talmente
corto da far vedere chiaramente l’hot pant dorato ogni volta che la giocatrice si chinasse. La schiena
scoperta con reggiseno in evidenza. Risultato? Disastro. Soprattutto indossato da lei che, in tutta franchezza, non sembrava in ottima forma.

La bielorussa Azarenka, semifinalista contro la vincitrice Kvitova, è scesa in campo con cuffiette dell’I POD alle orecchie (prendendo probabilmente spunto dai nostri calciatori) e masticando chewing gum.

L’americana Bethanie Mattek-Sands, ha esibito i suoi tatuaggi e i segni neri sotto gli occhi da giocatrice di football. Che classe!

Fa notizia anche il comportamento della mamma di Murray, idolo del torneo sull’erba, che su Twitter non risparmia apprezzamenti nei confronti del rivale del figlio, Feliciano Lopez, battezzandolo….”Deliciano”.

Ovviamente il pubblico non si è astenuto dal farlo notare gridandolo durante il match tra i due.

Non è una storia nuova quella del look a Wimbledon. In passato era stato Agassi al centro delle polemiche con i suoi capelli lunghi, i suoi orecchini e il “troppo colore”.

Oggi probabilmente sarebbe un look troppo sobrio per riuscire a far parlare di sé!

 
Cristina Panizzolo
//Gossip tennis world//

ATTIVITA FISICA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI: 2nda PARTE

Per attività fisica, intesa come attività utile ad un benefici o dell’apparato cardiovascolare, si intende
qualsiasi attività “aerobica” ( es.camminata veloce, jogging, bicicletta ) protratta per più di 40 minuti e con
una frequenza cardiaca che non deve mai superare la frequenza cardiaca massimale. La Frequenza cardiaca
massimale di ogni individuo si può facilmente calcolare sottraendo al numero fisso 220 la propria età.

Svolgendo attività fisica regolarmente ( e cioè almeno per 4-5 giorni/settimana, meglio se quotidianamente
) si hanno benefici per il corpo.

Infatti l’attività fisica :

-Riduce il rischio di Infarto del miocardio e dell’ictus

-Migliora la circolazione del sangue in tutto il corpo

-Migliora l’apporto di ossigeno a tutti i tessuti

-riduce il peso corporeo

-riduce la Pressione arteriosa ed il livello del colesterolo e dei trigliceridi

-riduce il rischio di insorgenza del diabete e dell’osteoporosi

-facilita di smettere di fumare.

Inoltre è stato dimostrato che una regolare attività fisica previene alcune patologie tumorali ( es.Cancro al
seno, Cancro al colon ) ed anche gli stati depressivi, oltre che il decadimento cognitivo.

Fra gli altri benefici di una regolare attività motoria sono segnalati anche vantaggi per la mente,

migliorando il controllo dello stress, facilitando il sonno, regolando il tono dell’umore e facilitando la
socializzazione.

E’stato stimato che l’eliminazione della sedentarietà di un fattore di rischio come la SEDENTARIETA’ può
portare ad una riduzione delle malattie cardiovascolari del 15-39%, dell’Ictus Cerebrale del 33% e del 22-
33%di Neoplasie Intestinali. La ridotta performance fisica conseguente alla SEDENTARIETA’ rappresenta
uno di più importanti fattori predittivi di mortalità nella popolazione generale apparentemente sana ( 1,9
milioni/anno nel mondo secondo stime dell’OMS ).

Quale attivita’fisica e’consigliabile?

Un’attività fisica modertata, e quindi non intensa, se eseguita regolarmente, comporta beenefici sia a
breve che a lungo termine. Attività semplici come : camminare nuotare, andare in bicicletta, danzare, se
compiute regolaarmennte , limitano il rischio cardiovascolare.

Quanto deve essere intensa?

Queste attività devono essere svolte almeno per 30-40 minuti ogni giorno o per almeno 4-5 giorni alla
settimana. Lo sforzo deve essere moderato, cioè con un’intensità di esercizio che permetta di repirare e
poter tranquillamente parlare. L’intensità dello sforzo deve essere incrementata gradualmente. E’sempre
prudente iniziare l’attività fisica in maniera progressiva e così pure non interromperla bruscamente. Ogni
attività che permette di essere in movimento, anche se compiuta soltanto per pochi minuti al giorno, è
meglio di niente.


Dott. G.Sforza

//Laurea in Medicina e chirurgia e specializzazione in Cardiologia a Padova.

OCCHIO ALLA REGOLA// n.3


CODICE DI ARBITRAGGIO SENZA ARBITRO
(estratto da Regolamento Tecnico Sportivo)

Regola 1 - Ambito di applicazione
1. Il Codice di arbitraggio senza arbitro ("il Codice") si applica esclusivamente negli incontri delle manifestazioni individuali,
quando non c’è un arbitro.
Regola 2 - Correttezza e collaborazione
1. Il Codice non evita la frode, ma consente ai giocatori corretti di svolgere le funzioni dell’Arbitro senza trarre indebiti
vantaggi.
2. I giocatori debbono impegnarsi per ottenere precisione nelle chiamate.
3. Ciascun giocatore deve conoscere le Regole di tennis, evitando discussioni inutili quando l'avversario applica tali Regole.
Regola 3 - Beneficio del dubbio
1. Principio fondamentale è dare all'avversario il beneficio del dubbio: ogni palla, che non può essere chiamata "fuori"
con sicurezza, è "buona" e rimane in gioco.
2. Nessun punto deve essere rigiocato perché il giocatore non è sicuro se la palla è fuori o buona.
Regola 4 - Punteggio
1. Il battitore deve annunciare il conto dei giochi prima della sua prima battuta ed il conto dei punti prima di ogni battuta;
in caso di disaccordo, si tira a sorte per determinare quale punteggio si deve applicare.
2. Iniziare a giocare un punto significa essere d'accordo con il punteggio annunciato e con le decisioni precedentemente
assunte.
Regola 5 - Chiamate
1. Ciascun giocatore fa tutte le chiamate nel proprio lato di campo; può aiutare l'avversario a fare le chiamate se questi lo
richiede, può sempre chiamare contro sé stesso (con eccezione della prima battuta del proprio compagno, in doppio).
2. Ogni chiamata deve essere fatta immediatamente; altrimenti, la palla rimane in gioco.
3. Il giocatore che chiama erroneamente "fuori" una palla buona perde il punto; il punto non viene mai rigiocato.
4. Tutte le chiamate debbono essere fatte a voce alta e chiara, accompagnate con gesti esplicativi, quando sia necessario
od opportuno.
5. Non si deve mai chiedere l'aiuto di spettatori per fare una chiamata.
Regola 6 - Conseguenze della chiamata
1. La chiamata fatta dal giocatore interrompe il gioco.
2. Se un giocatore, in doppio, chiama la palla "fuori" ed il suo compagno la dichiara “buona”, la palla deve essere giudicata
“buona”.
3. Solo sulla terra battuta i giocatori possono verificare il segno lasciato sul terreno dalla palla chiamata.
Regola 7 - Chiamate sulla battuta
1. Ciascun giocatore può chiamare il "net" sulla battuta.
2. Il compagno del battitore non può chiamare "fuori" la prima battuta, perché il ribattitore può giudicarla buona ed effettuare la risposta, ma può chiamare "fuori" la seconda battuta, perché ciò aggiudica il punto.
Regola 8 - Fallo di piede
1. La chiamata di "fallo di piede" viene effettuata dal ribattitore o dal suo compagno nel doppio, solo quando esiste la
certezza assoluta.
2. La chiamata può essere effettuata anche dal compagno del battitore, nel doppio.
Regola 9 - Altre chiamate
1. Le chiamate relative alla palla che tocca un giocatore, ad un giocatore che tocca la rete, ad un giocatore che tocca il
campo avversario (c.d. invasione), ad un giocatore che tocca la palla prima che abbia oltrepassato la rete, al doppio
rimbalzo sono effettuate solo dal giocatore che ha commesso l’infrazione.

Regola 10 - Intervento dell'Ufficiale di gara
1. Per disaccordo o dubbi sull’interpretazione delle regole, si deve interpellare l'ufficiale di gara che dirige la manifestazione,
o chi ne fa le veci; la sua decisione è definitiva.
2. L’ufficiale di gara, o chi ne fa le veci, presente all'azione, a richiesta dei giocatori o in caso di contestazione, può intervenire anche nel merito dei fatti; la sua decisione è definitiva.

DOTT. AZZECCAGARBUGLI

20.6.11

ATTIVITA FISICA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Le Malattie Cardiovascolari ( MCV ) costituiscono un importante problema di sanità pubblica in tutto il mondo. In Italia il 44%di tutti i decessi è causato proprio da queste malattie che si posizionano quindi al vertice della “top ten”delle cause di mortalità nel nostro paese. Le MCV, tra cui l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale sono, nella maggior parte dei casi, conseguenza dell’ATEROSCLEROSI, cioè del progressivo restringimento delle arterie che portano il sangue al cuore, al cervello ed a tutto il corpo.

La comparsa dell’aterosclerosi è facilitata dal RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE, cioè dalla presenza di fattori predisponenti: Colesterolo, Ipertensione arteriosa, fumo di sigaretta, diabete, sovrappeso, obesità, sedentarietà. Se è presente uno solo di questi fattori, il rischio di essere colpiti da una MCV aumenta; se poi sono presenti contemporaneamente diversi fattori, il rischio allora si moltiplica. Per fortuna però questi fattori possono essere corretti anche svolgendo un’attività fisica regolare.

Ma cosa si intende per attività fisica ?

Perché è importante lì attività fisica?

Quali sono i vantaggi che essa comporta?



Dott. G.Sforza
//Laurea in Medicina e chirurgia e specializzazione in Cardiologia a Padova.

15.6.11

OCCHIO ALLA REGOLA// n.2

Sospensione: recarsi al bagno/cambio abbigliamento (per le donne)
 
Il giocatore può chieder di lasciare il campo, per un tempo ragionevole, per andare in bagno/per cambiare
l’abbigliamento (per le donne) durante il riposo. La sospensione per andare in bagno/cambiare l’abbigliamento (per le donne) può essere data al riposo di fine partita e non può essere utilizzata per altri motivi.

Nelle gare di singolare femminile la giocatrice ha diritto a due sospensioni per incontro. Il giocatore ha diritto ad
una sospensione per andare in bagno negli incontri al meglio delle tre partite. In doppio, ogni coppia ha diritto a due sospensioni.
Se i giocatori di una coppia lasciano il campo insieme, conta come una sola sospensione.
In qualunque momento il giocatore lasci il campo per la sospensione per andare in bagno/cambiare l’abbigliamento (per le donne), ciò viene sempre considerata come una delle sospensioni permesse, sia che l’avversario abbia o meno lasciato il campo.

La sospensione presa dopo il palleggio preliminare è considerata come una delle sospensioni permesse. Ulteriori
sospensioni sono pure permesse, ma sono anche penalizzate secondo il Codice di condotta se il giocatore non è pronto a giocare entro il tempo assegnato.


DOTT. AZZECCAGARBUGLI

TENNIS: QUANTO E' "MODA SPORTIVA"?

Negli ultimi tempi i confini tra il mondo del tennis femminile e quello della moda sembrano
coincidere. Conclusa l’era degli intramontabili abiti chiari e lineari che hanno contraddistinto la
storia del tennis fino ad una decina di anni fa.

A dare la svolta da questo punto di vista fu indubbiamente la famosa Anna Kournikova che
faceva parlare di sé più per la sua bellezza ed i suoi completini provocanti che per le prestazioni in
campo.

Da quel giorno le riviste e gli spot pubblicitari hanno fatto delle atlete in gonnellino le
protagoniste del glamour ed i marchi si sono adeguati a questo nuovo trend.

Sui campi dunque, oltre al grande tennis scende la “moda sportiva”; colori accesi, divise con
paillettes e lustrini, cerchietti colorati. Tutto per sorprendere il pubblico.

Un’ulteriore conferma della simbiosi tra tennis e fashion è la collaborazione tra Caroline
Wozniacki e Stella McCartney per una linea di abbigliamento firmata da Adidas: un mix tra
tecnologia, stile e prestazioni sportive.

La sua bellezza tipicamente nordica e le sue capacità atletiche la rendono la testimonial
ideale per un look completamente innovativo. Agli Australian Open ha infatti presentato la sua
nuova mise ispirata alle ballerine di danza. Un ritorno al classico, forse spinta dalle critiche
provocate in passato dai suoi abiti seducenti che hanno dato origine a molteplici critiche.

L’icona di stile Maria Sharapova, quest’anno, sempre agli Australian Open, ha sfoggiato un
completo color pesca rigorosamente Nike allontanandosi dal rosa di Auckland mentre a Parigi, in
questi giorni, abbiamo potuto ammirarla in un singolare completo giallo.

Il tennis si è sempre differenziato per essere uno sport ispirato all’eleganza ed alla classe.
Caratteristiche che, in quanto ad abbigliamento sono venute a mancare negli ultimi anni.

Non ci resta che attendere Wimbledon per un ritorno a delle linee classiche, raffinate e
ricercate.

Nel frattempo divertiamoci a contemplare quello che le nostre campionesse ci propongono!


Cristina Panizzolo
//Gossip tennis world//