Cerca nel blog

28.7.11

LE LESIONI TRAUMATICHE NEL TENNISTA: CONSIGLI PRATICI



Ciao a tutti,

Nella pratica quotidiana della mia attività di medico-radiologo, mi capita spesso di esaminare atleti (e quindi tennisti...) con dolori muscolari insorti durante la pratica sportiva. L'evento più frequente è rappresentato dalle distrazioni muscolari interessanti gli arti inferiori; esse insorgono quando il muscolo (spesso poco allenato …) va incontro ad una sollecitazione (allungamento) maggiore rispetto alla sua soglia (resistenza meccanica); tale soglia di allungamento è possibile aumentarla con l'allenamento. 

Quando la sollecitazione muscolare oltrepassa la soglia di allungamento, il muscolo viene lesionato e si ha quella che viene definita comunemente distrazione, meglio nota come stiramento, strappo, rottura, elongazione..... In realtà oggi si preferisce indicare una lesione muscolare con rottura delle fibre, semplicemente indicandone il grado: primo, secondo o terzo grado, a seconda del numero di fibre coinvolte.

Nelle lesioni di primo grado il danno è localizzato a fibrille e filamenti senza perdita di continuità del muscolo; in quelle di secondo grado si ha l'interruzione di un certo numero di fibre muscolari senza coinvolgere una porzione macroscopicamente riconoscibile del ventre muscolare; in quelle di terzo grado si ha la rottura di un'ampia porzione del ventre muscolare con soluzione di continuo clinicamente evidente. 

La prognosi, ovvero, nel caso dell'atleta, il periodo di tempo necessario per riprendere l'attività sportiva, è determinato dal grado della lesione: maggiore è il grado, più lungo il tempo di recupero.
Se la lesione muscolare interessa anche la porzione tendinea (giunzione mio-tendinea), il tempo di recupero sarà più lungo, così pure se compare una raccolta ematica importante (ematoma).
Molto spesso il dolore che si prova nelle lesioni muscolari è variabile da atleta ad atleta! Capita quindi di vedere sportivi che, dopo una lesione muscolare non ben diagnosticata, e non particolarmente dolorosa, riprendano dopo pochi giorni dall'evento traumatico l'attività sportiva. Tale situazione rappresenta un evento molto rischioso! Una lesione muscolare non adeguatamente guarita può facilmente recidivare, anche con traumi leggeri, e può portare a complicanze gravi e fastidiose per il futuro.
La diagnosi ed il corretto inquadramento delle lesioni muscolari è, pertanto, elemento fondamentale per poter decidere se il tennista può riprendere l'attività sportiva, e, soprattutto, in che tempi e dopo quali eventuali terapie e trattamenti riabilitativi.
La diagnosi, quindi, deve essere effettuata entro pochi giorni dall'evento traumatico!!!
Attualmente, oltre al rilievo clinico (gonfiore, ematoma superficiale, dolore...), l'ecografia rappresenta un esame molto accurato nella diagnostica delle lesioni muscolari, e permette di identificare il grado della lesione e l'eventuale presenza di ematomi; con l'ecografia è, inoltre, possibile valutare nel tempo (follow-up) il grado di riparazione e le eventuali complicanze.
L'identificazione con ecografia di un ematoma permette, se a brevissima distanza dall'evento traumatico, anche una possibile ago-aspirazione dello stesso, con netta accelerazione dei tempi di recupero. Se si aspetta troppo, l'ematoma si organizza, diventa denso, non permettendo una ago-aspirazione dello stesso.

Già dopo una settimana dall'evento traumatico, per i processi rigenerativi fisiologici, in caso di lesioni molto piccole, l'ecografia può non evidenziare alterazioni, senza, peraltro, avere una guarigione clinica effettiva (per le lesioni di primo grado ci voglio almeno due settimane di riposo prima di riprendere l'attività senza rischi).
Ribadisco, quindi, che l'ecografia prima la si fa meglio è!

La Risonanza Magnetica, in casi dubbi e per meglio quantificare l'entità del danno muscolare e/o tendineo, può essere eseguita, ma solo esclusivamente come indagine di seconda istanza.
Dopo la diagnosi ed il “grading” ecografico di lesione distrattiva muscolare ci si affida al medico sportivo o al fisioterapista, che imposteranno un periodo di recupero fatto, essenzialmente, di un primo periodo di riposo ed una successiva fase di rieducazione, per riacquisire la forza, la contrattilità e la sensibilità propriocettiva.
Scopo della terapia è di riportare il muscolo nelle condizioni preesistenti e di evitare le recidive e le formazioni fibrotiche/calcifiche.

Nella speranza che queste poche informazioni vi possano essere di aiuto, specialmente in chi fa tennis non agonistico...., ed augurandovi di non dover mai fare un'ecografia per una lesione muscolare, vi auguro buona giornata.

Dott. Puggina

19.7.11

IL FASCINO DI WIMBLEDON

Cosa rende Wimbledon il torneo più affascinante del circuito? E’ il più antico e prestigioso evento nello sport del tennis, ma a renderlo ancora più unico è lo stile che lo contraddistingue.

Perché a Wimbledon, dal 1877, ci si veste rigorosamente di bianco.

I tennisti lo sanno. Durante l’anno possono usare le tonalità più diverse e perché no, possono osare. Perché Wimbledon impone, oltre al colore, di indossare completi raffinati e senza eccessi. Cosa che non ci stupisce particolarmente conoscendo lo spirito britannico ed il loro rispetto per le tradizioni.

Ma cos’è successo quest’anno?

Il nostro modello di riferimento è indubbiamente Roger che a Londra ci delizia con la sua giacchetta e pantaloni lunghi bianchi. Nadal fatica di più a tenere il “London style” che si adatta maggiormente al neo-vincitore Djokovic per il quale Sergio Tacchini ha creato delle linee completamente modellate sul suo corpo. L’ultima con piccoli puntini di colore viola, su base ovviamente bianca, gli ha innegabilmente portato fortuna.

Ma quest’anno a far parlare di sé sono senz’altro le donne. Mi chiedo che cosa avesse in mente Venus
Williams quando ha disegnato il suo vestito che aveva la pretesa di essere vintage. L’abito era talmente
corto da far vedere chiaramente l’hot pant dorato ogni volta che la giocatrice si chinasse. La schiena
scoperta con reggiseno in evidenza. Risultato? Disastro. Soprattutto indossato da lei che, in tutta franchezza, non sembrava in ottima forma.

La bielorussa Azarenka, semifinalista contro la vincitrice Kvitova, è scesa in campo con cuffiette dell’I POD alle orecchie (prendendo probabilmente spunto dai nostri calciatori) e masticando chewing gum.

L’americana Bethanie Mattek-Sands, ha esibito i suoi tatuaggi e i segni neri sotto gli occhi da giocatrice di football. Che classe!

Fa notizia anche il comportamento della mamma di Murray, idolo del torneo sull’erba, che su Twitter non risparmia apprezzamenti nei confronti del rivale del figlio, Feliciano Lopez, battezzandolo….”Deliciano”.

Ovviamente il pubblico non si è astenuto dal farlo notare gridandolo durante il match tra i due.

Non è una storia nuova quella del look a Wimbledon. In passato era stato Agassi al centro delle polemiche con i suoi capelli lunghi, i suoi orecchini e il “troppo colore”.

Oggi probabilmente sarebbe un look troppo sobrio per riuscire a far parlare di sé!

 
Cristina Panizzolo
//Gossip tennis world//

ATTIVITA FISICA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI: 2nda PARTE

Per attività fisica, intesa come attività utile ad un benefici o dell’apparato cardiovascolare, si intende
qualsiasi attività “aerobica” ( es.camminata veloce, jogging, bicicletta ) protratta per più di 40 minuti e con
una frequenza cardiaca che non deve mai superare la frequenza cardiaca massimale. La Frequenza cardiaca
massimale di ogni individuo si può facilmente calcolare sottraendo al numero fisso 220 la propria età.

Svolgendo attività fisica regolarmente ( e cioè almeno per 4-5 giorni/settimana, meglio se quotidianamente
) si hanno benefici per il corpo.

Infatti l’attività fisica :

-Riduce il rischio di Infarto del miocardio e dell’ictus

-Migliora la circolazione del sangue in tutto il corpo

-Migliora l’apporto di ossigeno a tutti i tessuti

-riduce il peso corporeo

-riduce la Pressione arteriosa ed il livello del colesterolo e dei trigliceridi

-riduce il rischio di insorgenza del diabete e dell’osteoporosi

-facilita di smettere di fumare.

Inoltre è stato dimostrato che una regolare attività fisica previene alcune patologie tumorali ( es.Cancro al
seno, Cancro al colon ) ed anche gli stati depressivi, oltre che il decadimento cognitivo.

Fra gli altri benefici di una regolare attività motoria sono segnalati anche vantaggi per la mente,

migliorando il controllo dello stress, facilitando il sonno, regolando il tono dell’umore e facilitando la
socializzazione.

E’stato stimato che l’eliminazione della sedentarietà di un fattore di rischio come la SEDENTARIETA’ può
portare ad una riduzione delle malattie cardiovascolari del 15-39%, dell’Ictus Cerebrale del 33% e del 22-
33%di Neoplasie Intestinali. La ridotta performance fisica conseguente alla SEDENTARIETA’ rappresenta
uno di più importanti fattori predittivi di mortalità nella popolazione generale apparentemente sana ( 1,9
milioni/anno nel mondo secondo stime dell’OMS ).

Quale attivita’fisica e’consigliabile?

Un’attività fisica modertata, e quindi non intensa, se eseguita regolarmente, comporta beenefici sia a
breve che a lungo termine. Attività semplici come : camminare nuotare, andare in bicicletta, danzare, se
compiute regolaarmennte , limitano il rischio cardiovascolare.

Quanto deve essere intensa?

Queste attività devono essere svolte almeno per 30-40 minuti ogni giorno o per almeno 4-5 giorni alla
settimana. Lo sforzo deve essere moderato, cioè con un’intensità di esercizio che permetta di repirare e
poter tranquillamente parlare. L’intensità dello sforzo deve essere incrementata gradualmente. E’sempre
prudente iniziare l’attività fisica in maniera progressiva e così pure non interromperla bruscamente. Ogni
attività che permette di essere in movimento, anche se compiuta soltanto per pochi minuti al giorno, è
meglio di niente.


Dott. G.Sforza

//Laurea in Medicina e chirurgia e specializzazione in Cardiologia a Padova.

OCCHIO ALLA REGOLA// n.3


CODICE DI ARBITRAGGIO SENZA ARBITRO
(estratto da Regolamento Tecnico Sportivo)

Regola 1 - Ambito di applicazione
1. Il Codice di arbitraggio senza arbitro ("il Codice") si applica esclusivamente negli incontri delle manifestazioni individuali,
quando non c’è un arbitro.
Regola 2 - Correttezza e collaborazione
1. Il Codice non evita la frode, ma consente ai giocatori corretti di svolgere le funzioni dell’Arbitro senza trarre indebiti
vantaggi.
2. I giocatori debbono impegnarsi per ottenere precisione nelle chiamate.
3. Ciascun giocatore deve conoscere le Regole di tennis, evitando discussioni inutili quando l'avversario applica tali Regole.
Regola 3 - Beneficio del dubbio
1. Principio fondamentale è dare all'avversario il beneficio del dubbio: ogni palla, che non può essere chiamata "fuori"
con sicurezza, è "buona" e rimane in gioco.
2. Nessun punto deve essere rigiocato perché il giocatore non è sicuro se la palla è fuori o buona.
Regola 4 - Punteggio
1. Il battitore deve annunciare il conto dei giochi prima della sua prima battuta ed il conto dei punti prima di ogni battuta;
in caso di disaccordo, si tira a sorte per determinare quale punteggio si deve applicare.
2. Iniziare a giocare un punto significa essere d'accordo con il punteggio annunciato e con le decisioni precedentemente
assunte.
Regola 5 - Chiamate
1. Ciascun giocatore fa tutte le chiamate nel proprio lato di campo; può aiutare l'avversario a fare le chiamate se questi lo
richiede, può sempre chiamare contro sé stesso (con eccezione della prima battuta del proprio compagno, in doppio).
2. Ogni chiamata deve essere fatta immediatamente; altrimenti, la palla rimane in gioco.
3. Il giocatore che chiama erroneamente "fuori" una palla buona perde il punto; il punto non viene mai rigiocato.
4. Tutte le chiamate debbono essere fatte a voce alta e chiara, accompagnate con gesti esplicativi, quando sia necessario
od opportuno.
5. Non si deve mai chiedere l'aiuto di spettatori per fare una chiamata.
Regola 6 - Conseguenze della chiamata
1. La chiamata fatta dal giocatore interrompe il gioco.
2. Se un giocatore, in doppio, chiama la palla "fuori" ed il suo compagno la dichiara “buona”, la palla deve essere giudicata
“buona”.
3. Solo sulla terra battuta i giocatori possono verificare il segno lasciato sul terreno dalla palla chiamata.
Regola 7 - Chiamate sulla battuta
1. Ciascun giocatore può chiamare il "net" sulla battuta.
2. Il compagno del battitore non può chiamare "fuori" la prima battuta, perché il ribattitore può giudicarla buona ed effettuare la risposta, ma può chiamare "fuori" la seconda battuta, perché ciò aggiudica il punto.
Regola 8 - Fallo di piede
1. La chiamata di "fallo di piede" viene effettuata dal ribattitore o dal suo compagno nel doppio, solo quando esiste la
certezza assoluta.
2. La chiamata può essere effettuata anche dal compagno del battitore, nel doppio.
Regola 9 - Altre chiamate
1. Le chiamate relative alla palla che tocca un giocatore, ad un giocatore che tocca la rete, ad un giocatore che tocca il
campo avversario (c.d. invasione), ad un giocatore che tocca la palla prima che abbia oltrepassato la rete, al doppio
rimbalzo sono effettuate solo dal giocatore che ha commesso l’infrazione.

Regola 10 - Intervento dell'Ufficiale di gara
1. Per disaccordo o dubbi sull’interpretazione delle regole, si deve interpellare l'ufficiale di gara che dirige la manifestazione,
o chi ne fa le veci; la sua decisione è definitiva.
2. L’ufficiale di gara, o chi ne fa le veci, presente all'azione, a richiesta dei giocatori o in caso di contestazione, può intervenire anche nel merito dei fatti; la sua decisione è definitiva.

DOTT. AZZECCAGARBUGLI