
Ciao a tutti.
Nella pratica quotidiana della mia attività di medico-radiologo, mi capita spesso di esaminare atleti
(e quindi tennisti...) con dolori muscolari insorti durante la pratica sportiva. L'evento più frequente
è rappresentato dalle distrazioni muscolari interessanti gli arti inferiori; esse insorgono quando
il muscolo (spesso poco allenato …) va incontro ad una sollecitazione (allungamento) maggiore
rispetto alla sua soglia (resistenza meccanica); tale soglia di allungamento è possibile aumentarla
con l'allenamento.
Quando la sollecitazione muscolare oltrepassa la soglia di allungamento, il muscolo viene lesionato
e si ha quella che viene definita comunemente distrazione, meglio nota come stiramento, strappo,
rottura, elongazione..... In realtà oggi si preferisce indicare una lesione muscolare con rottura delle
fibre, semplicemente indicandone il grado: primo, secondo o terzo grado, a seconda del numero di
fibre coinvolte.
Nelle lesioni di primo grado il danno è localizzato a fibrille e filamenti senza perdita di continuità
del muscolo; in quelle di secondo grado si ha l'interruzione di un certo numero di fibre muscolari
senza coinvolgere una porzione macroscopicamente riconoscibile del ventre muscolare; in quelle
di terzo grado si ha la rottura di un'ampia porzione del ventre muscolare con soluzione di continuo
clinicamente evidente.
La prognosi, ovvero, nel caso dell'atleta, il periodo di tempo necessario per riprendere l'attività
sportiva, è determinato dal grado della lesione: maggiore è il grado, più lungo il tempo di recupero.
Se la lesione muscolare interessa anche la porzione tendinea (giunzione mio-tendinea), il tempo di
recupero sarà più lungo, così pure se compare una raccolta ematica importante (ematoma).
Molto spesso il dolore che si prova nelle lesioni muscolari è variabile da atleta ad atleta!
Capita quindi di vedere sportivi che, dopo una lesione muscolare non ben diagnosticata, e non
particolarmente dolorosa, riprendano dopo pochi giorni dall'evento traumatico l'attività sportiva.
Tale situazione rappresenta un evento molto rischioso! Una lesione muscolare non adeguatamente
guarita può facilmente recidivare, anche con traumi leggeri, e può portare a complicanze gravi e
fastidiose per il futuro.
La diagnosi ed il corretto inquadramento delle lesioni muscolari è, pertanto, elemento fondamentale
per poter decidere se il tennista può riprendere l'attività sportiva, e, soprattutto, in che tempi e dopo
quali eventuali terapie e trattamenti riabilitativi.
La diagnosi, quindi, deve essere effettuata entro pochi giorni dall'evento traumatico!!!
Attualmente, oltre al rilievo clinico (gonfiore, ematoma superficiale, dolore...), l'ecografia
rappresenta un esame molto accurato nella diagnostica delle lesioni muscolari, e permette di
identificare il grado della lesione e l'eventuale presenza di ematomi; con l'ecografia è, inoltre,
possibile valutare nel tempo (follow-up) il grado di riparazione e le eventuali complicanze.
L'identificazione con ecografia di un ematoma permette, se a brevissima distanza dall'evento
traumatico, anche una possibile ago-aspirazione dello stesso, con netta accelerazione dei tempi di
recupero. Se si aspetta troppo, l'ematoma si organizza, diventa denso, non permettendo una ago-
aspirazione dello stesso.
Già dopo una settimana dall'evento traumatico, per i processi rigenerativi fisiologici, in caso
di lesioni molto piccole, l'ecografia può non evidenziare alterazioni, senza, peraltro, avere una
guarigione clinica effettiva (per le lesioni di primo grado ci voglio almeno due settimane di riposo
prima di riprendere l'attività senza rischi).
Ribadisco, quindi, che l'ecografia prima la si fa meglio è!
La Risonanza Magnetica, in casi dubbi e per meglio quantificare l'entità del danno muscolare e/o
tendineo, può essere eseguita, ma solo esclusivamente come indagine di seconda istanza.
Dopo la diagnosi ed il “grading” ecografico di lesione distrattiva muscolare ci si affida al medico
sportivo o al fisioterapista, che imposteranno un periodo di recupero fatto, essenzialmente, di
un primo periodo di riposo ed una successiva fase di rieducazione, per riacquisire la forza, la
contrattilità e la sensibilità propriocettiva.
Scopo della terapia è di riportare il muscolo nelle condizioni preesistenti e di evitare le recidive e le
formazioni fibrotiche/calcifiche.
Nella speranza che queste poche informazioni vi possano essere di aiuto, specialmente in chi
fa tennis non agonistico...., ed augurandovi di non dover mai fare un'ecografia per una lesione
muscolare, vi auguro buona serata.
Dott. Puggina

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